Bromelina

BROMELINA

Per bromelina si intende la miscela, composta da enzimi proteolitici, estratta dall’ananas. Fu isolata chimicamente solo alla fine dell’800 ed introdotta come principio terapeutico da Heinicke nel 1957. La prima forma ad essere individuata, mediante studi in ambito erboristico nella medicina popolare, fu la bromelina del frutto dell’ananas. Successivamente fu scoperta una seconda forma detta, allora, bromelina del gambo. È proprio quest’ultima ad essere utilizzata oggi in campo erboristico industriale, poiché qui ,nel gambo, la bromelina risulta essere più concentrata che nel frutto, inoltre il procedimento di estrazione diventa più economico perché non è il gambo la parte che interessa l’industria alimentare.

Il nome scientifico è ananas sativus, appartenente alla famiglia bromeliaceae. Il nome della sostanza bromelina deriva, appunto, da bromeliaceae, termine con cui si indica la famiglia botanica, diffusa soprattutto nei paesi tropicali e subtropicali.  I costituenti sono zuccheri, proteine, minerali(zinco) , vitamine (A,B,C), fibre ed enzimi proteolitici (bromelina).

Chimicamente si distinguono quattro frazioni di bromelina, con formule chimiche leggermente differenti tra loro, tuttavia alcuni autori suggeriscono che le diversità sarebbero imputabili ai processi di purificazione. Tutto sommato, comunque, dato che le varie frazioni posseggono attività sovrapponibile, di solito si utilizza la miscela nella forma naturale.

In quanto enzima, la sua concentrazione si esprime spesso in unità proteolitiche, o unità Rorer, più comunemente U.I. ( unità internazionali), piuttosto che in unità ponderali, facendo riferimento alla purezza oltre che alla quantità.

La biodisponibilità è alta, infatti l’enzima viene assorbito ed è attivo.

Trattasi di un enzima proteolitico , ossia una molecola dotata di attività proteolitica, in grado di rompere i legami che tengono uniti gli amminoacidi nelle proteine, regolando così determinate funzioni biologiche. Più che da un singolo enzima è un composto vegetale, costituito da una miscela complessa di diversi enzimi:

  • Fosfatasi
  • Glucosidasi
  • Perossidasi
  • Cellulasi
  • Glicoproteine
  • ed inibitori della proteinasi (come la cistatina).

Quindi si può dire che è composta da enzimi proteolitici sulfidrilici e da una componente non proteolitica contenente perossidasi, fosfatasi, cellulasi, glucosidasi, inibitori di proteasi, glicoproteine e calcio.

In quanto enzima, oltre che per gli effetti digestivi, ovviamente ed evidentemente correlati all’attività proteolitica, la bromelina è nota anche per numerosi altri effetti sistemici. Le capacità antiossidanti, ma soprattutto antinfiammatorie, antitrombotiche, anticoagulanti ed antiedemigene ed immunomodulanti sono oggi una grande risorsa sia in clinica che nella prevenzione.  Infatti ormai da alcuni anni la bromelina viene utilizzata con successo; ai primi studi sperimentali si sono aggiunti nel tempo trials clinici che hanno chiarito ed evidenziato le principali attività ed usi della sostanza.  Quindi numerosi sono ormai gli studi attualmente pubblicati in letteratura testimoni della grande efficacia biologica della bromelina.

Schematizzando; la bromelina risulterebbe utile nel:

  • Facilitare il processo digestivo
  • Facilitare la ripresa da traumi sportivi, aiuta la muscolatura
  • Controllare il decorso e la remissione in corso di patologie autoimmuni ed infiammatorie, nel caso di artrite reumatoide
  • Promuovere la cicatrizzazione e rimuovere le cellule in necrosi nelle ustioni
  • Ha proprietà antitumorale
  • Azione antimicrobica, poiché potenzia l’attività degli antibiotici ed impedisce l’azione di batteri, funghi e parassiti.
  • Sul sistema cardiovascolare opera dei benefici in quanto ha proprietà antipertensiva e minimizza l’angina pectoris. Migliora la circolazione.

Soprattutto:

  • Controllare l’evoluzione di stati infiammatori, ha proprietà antinfiammatoria
  • Esercitare un’azione antiaggregante piastrinica ed antitrombotica, fibrinolitica
  • Espletare una preziosa attività antiedemigena
  • Regola alcune funzioni immunitarie

I principali meccanismi d’azione mediante i quali esercita tali funzioni sono:

  • Inibizione del fattore di trascrizione NF-kB ,
  • riduzione delle citochine proinfiammatorie IL1, IL2, IL6 e TNF (tumor necrosis factor).
  • Inibizione della via di segnalazione Raf- MEK- ERK
  • Riduzione della produzione di ossido nitrico NO
  • Riduce l’espressione iNOS
  • Inibisce l’espressione della ciclossigenasi2, enzima coinvolto nella sintesi di prostaglandine proinfiammatorie e protrombotiche.
  • Inibisce l’aggregazione piastrinica, favorisce la fibrinolisi, inibisce la sintesi di fibrina.
  • Attiva le cellule natural killer

Suddette proprietà con conseguenti effetti biologici, sono riconducibili alla capacità della bromelina di modulare l’espressione genica di fattori coinvolti nell’attivazione e nel mantenimento di processi infiammatori ed ossidativi. Per questo che poi, nella pratica, la sostanza viene usata in corso di rinite, flebite, tromboflebite, artrite, cellulite,   … ed altre patologie infiammatorie o su base ossidativa, vene varicose, ferite ed ustioni. Le patologie che trovano giovamento dal trattamento con bromelina sono quelle cardiovascolari, autoimmuni, infiammatorie croniche intestinali (rettocolite), sinusite, asma ed altre affezioni respiratorie, osteoartrite. In questa ultima patologia, che colpisce danneggiandoli cartilagine e tessuti circostanti, per esempio, sembra essere efficace nel ridurre gonfiore, rigidità articolare e dolore articolare.

Approfondiamo ora ogni aspetto.

La bromelina estratta dal gambo d’ananas è dotata di proprietà proteolitiche, questi enzimi hanno azione a supporto della digestione ma anche numerosi effetti sistemici: anticoagulanti, antinfiammatori, antiedematosi, antiossidante…

Funzione PROTEOLITICA

La bromelina del gambo d’ananas è un enzima di tipo proteasi sulfidrilico, come tale è in grado di digerire le proteine, scomponendole in peptidi più piccoli. La proprietà della bromelina è dovuta proprio all’azione degli enzimi presenti nel complesso, in grado di degradare le proteine in amminoacidi. Quindi l’azione proteolitica della bromelina rende questo complesso utile per favorire la digestione delle proteine.  In altre parole, questo enzima frammenta molecole molto grandi (che altrimenti non potrebbero essere digerite) in unità più piccole rendendole, quindi, più facili da assimilare. Per questa ragione la bromelina può essere efficace nei casi di intolleranze o  nel trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali, generalmente associate a carenze di enzimi digestivi.

Tuttavia sarebbe riduttivo accennare solo a questo, infatti i benefici sono soprattutto a carico dei vasi sanguigni. L’enzima possiede attività fibrinolitica, promuove la degradazione della fibrina. La fibrina si forma in seguito a lesione dei vasi sanguigni e può portare ad un rallentamento della circolazione ed edema. Poiché la fibrina è un composto proteico, la bromelina aiuta a degradarla , favorendo il drenaggio e , di conseguenza, diminuendo gonfiore e stasi venosa. (vedi paragrafo successivo)

Funzione ANTIEDEMATOSA

Si basa sulla capacità di facilitare il drenaggio dei liquidi minimizzando la stasi venosa. Quindi ha importanti proprietà diuretiche, dovute agli acidi organici (acido malico, citrico, assalico) in essa contenuti. La bromelina favorisce il riassorbimento di edema, di stravasi se presenti vene varicose o altri disturbi del sistema circolatorio, ecchimosi, ematomi ed infiltrati nei tessuti molli, formatisi a seguito di ferite, traumi o interventi chirurgici. Elimina il ristagno di liquidi e la ritenzione idrica.  In virtù di ciò contrasta problemi circolatori e gonfiori. Si può pertanto dire che la bromelina migliora la circolazione.

Funzione ANTINFIAMMATORIA

E’ stata introdotta come antiinfiammatorio data la sua capacità di bloccare alcuni metaboliti proinfiammatori, che accelerano e peggiorano il processo flogistico.

E’ legata alla sua capacità di influenzare la sintesi delle prostaglandine. In virtù di ciò viene utilizzata per migliorare i sintomi associati alle patologie croniche infiammatorie.

L’efficacia della bromelina nel trattare il processo antinfiammatorio rispetto ad altri farmaci antiinfiammatori consiste nel suo, in parte, differente meccanismo d’azione. Mentre i classici FANS bloccano la sintesi di prostaglandine, l’enzima, invece, agisce con bidirezionalità. Da un lato inibisce la produzione di prostaglandine proinfiammatorie, dall’altro promuove quelle antinfiammatorie.  La bromelina è da ogni punto di vista, soprattutto in età pediatrica, un antiflogistico sicuro ed estremamente tollerato. La sicurezza dell’impiego della bromelina rispetto ad atri antinfiammatori deriva dalla differenza nel suo meccanismo di azione; infatti, laddove i FANS inibiscono la ciclossigenasi (COX), bloccando così  la sintesi di prostaglandine, la bromelina “dirotta” questa sintesi andando ad incrementare la produzione di molecole ad attività antinfiammatoria, a discapito di quelle proinfiammatorie. In tal modo evita il danno gastrointestinale tipico dei FANS.

Inoltre, la bromelina agisce su molti aspetti dell’infiammazione, perché è anche in grado di ridurre il dolore e contrastare il gonfiore, condizioni cardini associate agli stati flogistici (dolor, tumor, rubor..) . Ottiene così di velocizzare i tempi di guarigione e recupero.

Si rivela utile, oltre che nell’osteoartrite, anche nel promuovere la ripresa di lesioni muscolari: traumi sportivi, strappi, contusioni, contratture e stiramenti.

Funzione ANTICOAGULANTE

Una volta giunta nel circolo ematico, la bromelina espleta la propria azione fibrinolitica favorendo la degradazione della fibrina, la quale è coinvolta nella formazione dei coaguli di sangue. La coagulazione è utile, un salvavita, in caso di ferite e sanguinamenti, ma diventa pericolosa, persino mortale, quando insorge all’interno di un vaso dando origine ai trombi.

Azione antiaggregante: inibisce l’aggregazione delle piastrine, mantenendo il sangue più fluido. Perciò è efficace nella gestione di certe malattie cardiovascolari.

Funzione ANTITROMBOTICA

Dissolve le placche aterosclerotiche ed evita la formazione di trombi all’interno dei vasi sanguigni.

Funzione IMMUNOMODULATRICE

Favorisce la risposta del sistema immunitario ad uno stress cellulare.

Funzione DECONGESTIONANTE

L’azione “fluidificante” della bromelina contenuta nel gambo d’ananas si espleta anche a livello del muco.

Attualmente la bromelina viene utilizzata anche come decongestionante per la mucosa del distretto ororinofaringeo e rinosinusale, può quindi essere utile come trattamento complementare della sinusite, come raccomandato dalla commissione tedesca.

 Ha azione mucolitica: decongestiona e libera le mucose in presenza di flogosi catarrale, rinite e sinusite.

Funzione ANTIOSSIDANTE

Contrasta la formazione di radicali liberi, protegge la salute ed il benessere.

L’efficacia, degna di nota, della bromelina è stata dimostrata da numerosi studi pubblicati in letteratura e poi applicati nella pratica.

VIE RESPIRATORIE

La bromelina si è rivelata utile nei disturbi delle vie respiratorie, in particolare si è dimostrata un buon mucolitico ed un ottimo decongestionante delle mucose, pertanto torna utile nei casi di flogosi,  infiammazioni quali rinite. In più anche la sinusite risponde bene alla bromelina. Si è visto in uno studio in cui è stata valutata l’efficacia della bromelina in bambini affetti da sinusite. Sono stati arruolati 116 bambini (età inferiore 11 anni) , il parametro di valutazione è stato la durata dei sintomi. Il risultato è stato che la bromelina portava alla scomparsa dei sintomi dopo circa 6 giorni, un tempo minore rispetto al controllo.

Risultati promettenti si stanno avendo anche in studi che metto in connessione asma e bromelina.

Il miglioramento della congestione respiratoria porta come conseguenza un incremento della capacità e funzionalità polmonare. Infatti i pazienti esaminati con spirometria, tecnica di pneumologia  per determinare i volumi respiratori, tra il prima ed il dopo trattamento con bromelina, mostravano risultati migliori. D’altra parte la sostanza decongestionando, fluidifica pure le secrezioni bronchiali.

Quindi: in caso di rinorrea dovuta a rinite acuta, asma, sinusite, bronchite, il gambo d’ananas è un valido alleato per liquefare il muco, facilitandone l’espulsione.

TROMBOFLEBITE

La somministrazione di bromelina è vantaggiosa in caso di tromboflebite. In uno studio in doppio cieco condotto su 73 pazienti con tromboflebite acuta, è stato dimostrato che la bromelina associata ad analgesici riduce i segni e sintomi dell’infiammazione (rubor, calor, tumor, dolor, functio lesa) quindi dolore, edema, arrossamento, temperatura più elevata cutanea. Inoltre allevia le difficoltà nel movimento. Si sfrutta la sua azione anticoagulanti ed antinfiammatoria.

VENE VARICOSE

Le vene varicose sono dilatazioni delle vene delle gambe, sconvenienti per discorsi emodinamici di ritorno venoso al cuore e stasi. Si ha ridotta attività fibrinolitica in seguito a ridotto livello dell’attivatore del plasminogeno, ciò può portare a deposizione di fibrina. La bromelina interviene agendo in modo simile all’attivatore del plasminogeno, provocando così scissione di fibrina. Sarebbe opportuno assumere bromelina prima e dopo un intervento chirurgico alle vene varicose. Uno studio ha analizzato 180 operazioni di vene varicose, alla metà dei pazienti (90) è stata somministrata bromelina (a dosi di 40 mg x 4 volte dì / dal primo al terzo giorno post operatorio- a dose di 20 mg x 4 volte dì / dal 4° al 7°  giorno). L’obiettivo del test era verificare la sostanza come trattamento preventivo per ematomi ed ecchimosi. I risultati hanno dato ragione; il numero di eventi era significativamente ridotto nei 90 casi del gruppo trattato. Dopo due settimane 65 su 90 pz trattati non presentavano ematomi ed ecchimosi, mentre solamente 32 sui 90 non trattati non presentavano i segni.

CELLULITE

Il gambo dell’ananas è tradizionalmente utilizzato nel trattamento della cellulite. Generalmente quando si parla di cellulite si pensa all’inestetismo cutaneo, ignorando il sottostante processo infiammatorio. Si ha ristagno di liquidi negli spazi interstiziali. Questo fenomeno, associato al deposito di grassi nel tessuto sottocutaneo, provoca le alterazioni morfologiche caratteristiche della cellulite, ossia pelle a buccia di arancia e noduli cellulitici doloranti. Per la sua azione benefica sulla circolazione e sugli stati infiammatori si può ritenere la bromelina efficace contro la cellulite, l’ estratto di gambo d’ananas è utilizzato come coadiuvante nel trattamento delle panniculopatie edemato-fibrosclerotiche (cellulite ).

La bromelina, stimolando la diuresi, quindi drenando, ripristinando il trofismo cellulare e normalizzando la struttura del tessuto sottocutaneo , è di aiuto nella prevenzione e cura della cellulite. In virtù di queste ragioni la bromelina viene consigliata ai soggetti obesi ed in sovrappeso, in particolare quando la ritenzione idrica rappresenta la ragione dell’aumento del peso corporeo. Drena i  liquidi corporei. Pertanto contro la cellulite e la ritenzione idrica si sfrutta l’effetto antiedematoso. Tuttavia bisogna sempre ricordare che di pari passo per sconfiggere cellulite e sovrappeso di deve intervenire su alimentazione e stile di vita, migliorare la circolazione sanguigna e linfatica.

TRAUMI SPORTIVI

La bromelina è indicata nel trattamento di diversi traumi sportivi, siano essi diretti (contusioni) sia indiretti (contrattura).  Lo studio più noto a sostegno di ciò risale al 1960 circa la boxe; 58 su 74 pugili trattati con bromelina riferirono miglioramento dei tempi di scomparsa di ecchimosi. In caso di contratture e stiramenti la bromelina velocizza “la fase acuta” diminuendo l’infiammazione e dolore.

Inoltre sembra che la bromelina sia efficace anche nel migliorare la funzionalità muscolare dopo intensa attività fisica.

In aggiunta, molto importante, riducendo l’infiammazione del tessuto e l’edema tissutale, la bromelina porta ad una riduzione del dolore.

Per le stesse ragioni viene consigliata anche per migliorare i sintomi dell’artrite reumatoide.

DISMENORREA

La bromelina è stata sfruttata con successo nel trattamento della dismenorrea (mestruazione dolorosa) . Questo poiché si pensa che sia un rilassante della muscolatura liscia, infatti nella pazienti trattate si è verificata una riduzione degli spasmi della cervice contratta.

DERMATOLOGIA

La bromelina ha dato ottimi risultati nella pitiriasi lichenoide cronica. Questa non è una condizione frequente ( 1 caso su 1000/1500 ) e perlopiù interessa l’età pediatrica. Trattasi di una dermatite non facilmente codificabile per gli aspetti clinici diversi, per la durata variabile ( da qualche settimana a qualche anno) e per l’andamento non prevedibile. L’eziologia della malattia è ancora oscura, le lesioni sono spesso asintomatiche e non pruriginose. Per quanto riguarda il trattamento sono stati fatti dei tentativi: tetracicline ed eritromicina per os hanno dato risultati inconsistenti, pure l’applicazione locale di cortisone è poco efficace. Al contrario da un piccolo studio clinico è stata verificata l’efficacia della bromelina per via orale su otto pazienti affetti da pitiriasi luchenoide cronica. Straordinariamente dopo tre mesi di trattamento si è verificata la completa risoluzione della malattia.

FERITE

È stato dimostrato che il trattamento con bromelina , oltre ad un’accurata pulizia della lesione, favorisce anche la riduzione del dolore nelle ferite e nelle ustioni. In uno studio condotto su 130 pazienti  con ustioni di secondo e terzo grado è stata applicata una preparazione contente bromelina x4h in occlusione mediante cerotto, il risultato è stato positivo. L’european medicines agency approva la bromelina ad uso topico per la rimozione di tessuto morto causato da ustioni cutanee. Sembra efficace nell’accelerare la cicatrizzazione di piaghe e ferite.

ONCOLOGIA

La bromelina possiede attività antitumorale. Può potenziare il trattamento chemioterapico standard. Ne è la prova uno studio condotto in Germania, in cui la somministrazione di  bromelina viene associata a chemioterapici, quali vincristina e 5fluorouracile, ha portato regresione del tumore. Ovviamente le dosi per questi effetti sono diverse. Un recente studio in vitro su cellule di carcinoma mammario, ha mostrato che la bromelina e il farmaco chemioterapico cisplatino hanno un effetto sinergico. Dopo trattamento combinato con queste due sostanze, infatti, si osserva una maggior riduzione della vitalità cellulare rispetto al trattamento con la singola sostanza .

Anche il trattamento combinato di bromelina con idarubicina produce un effetto citotossico maggiore sulle linee cellulari di leucemia .

 Inoltre studi condotti presso il cancer research center (università di Honolulu) suggeriscono che la bromelina, oltre ad aumentare l’efficacia della chemioterapia, potrebbe esercitare anche una diretta attività antitumorale. Secondo alcuni autori l’effetto terapeutico è dovuto è dovuto alla capacità della bromelina di destrutturare la barriera di fibrina delle cellule tumorali, facilitando così l’intervento del sistema immunitario. A ciò si aggiungerebbero i  principali effetti antitumorali osservati, che sono stati l’inibizione della crescita cellulare, dell’adesione, dell’apoptosi, della migrazione ed invasione cellulare. Le forme di cancro sulle quali sono stati studiati gli effetti sono il carcinoma del colon-retto, carcinoma gastrico, glioblastoma , carcinoma prostatico, k mammario.

 In uno studio condotto in Francia  12 pazienti, con diverso tipo di tumore, sono stati trattati con 600mg /dì di bromelina per periodi estesi, da 6 mesi a anni. Risultato: nelle donne con tumore alle ovaie e al seno le masse tumorali sono regredite rispetto alle pazienti trattate con terapia standard.

I meccanismi molecolari medianti i quali la bromelina esercita tali effetti sono:

  • Blocco della via di segnalazione akt, che porta alla crescita cellulare
  • Aumento dell’espressione delle caspasi , direttamente correlate con il processo di apoptosi
  • Riduzione dell’espressione delle proteine del ciclo cellulare (cicline)
  • Riduzione dell’espressione dell’antiapoptotico bcl-2
  • Attivazione dell’autofagia
  • Induzione di stress ossidativo nelle cellule tumorali

Altro

La Bromelina sembra esercitare un effetto cardioprotettivo ma il dato è ancora solo sperimentale.
Particolarmente interessante il progetto di ricerca delle potenzialità applicative della Bromelina in caso di sindrome autistica.

Viene usata nell’industria alimentare per ammorbidire la carne.

 

DOSI E MODO D’USO

Classicamente si consiglia l’assunzione di 250-2000 mg di bromelina da dividere in 2-3 dosi giornaliere.

Per ottimizzare l’attività biologica antiinfiammatoria ed antiossidante se ne consiglia l’assunzione a stomaco vuoto, mentre per sfruttare al meglio il potere digestivo, cioè la digestione delle proteine,  si consiglia l’assunzione dopo i pasti.

La bromelina deve essere utilizzata come un principio vivo ed attivo, facendola degradare perde totalmente di efficacia.

EFFETTI COLLATERALI

In soggetti sani la bromelina non presenta problematiche, è ben tollerata nelle giuste quantità.

L’uso di bromelina è stato talvolta associato a reazioni gastro enteriche quali nausea, vomito, dolori crampiformi addominali e diarrea. Più raramente è stata osservata metrorragia (sanguinamenti fuori dal ciclo mestruale) e ipermenorrea (mestruazione abbondante).

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE

Ci sono diversi farmaci che possono modificare l’effetto.

La bromelina per le sue proprietà naturalmente possedute potenzia l’effetto se assunta contestualmente ad alcuni farmaci con i medesimi effetti. L’assunzione di bromelina insieme ad antiaggreganti, anticoagulanti orali come Warfarin o ad antitrombotici come l’aspirina incrementa l’attività farmacologica  di questi principi attivi. Prudenza, quindi, nell’uso concomitante di bromelina e cumadin, eparina, clopidogrel.

Altresì la bromelina aumenta l’emivita sierica, quindi le concentrazioni, di antibiotici come l’amoxicillina e le tetracicline. Interagisce con il metabolismo degli antibiotici, aumentandone i livelli ematici.

Il senso è di evitare il surplus, no all’eventuale utilizzo di questi principi farmacologici e bromelina.

Come già detto aumenta l’efficacia di certi chemioterapici , ad es: 5fluorouracile, vincristina.

CONTROINDICAZIONI

L’uso di bromelina è controindicato in caso di ipersensibilità al principio, le persone allergiche all’ananas dovrebbero evitare gli integratori con il gambo. L’eventuale comparsa di manifestazioni di ipersensibilità di vario tipo e sede suggerisce l’interruzione del trattamento.

Non deve essere usata nemmeno se c’è in atto una contestuale terapia antibiotica, anticoagulante ed antitrombotica, antiinfiammatoria ed antiaggregante, in quanto la bromelina ne potenzia l’effetto (vedi interazioni farmacologiche).

Si consiglia di evitare l’assunzione di bromelina in corso di terapie che incidono sulla fluidità del sangue.

 La sostanza è controindicata anche ai malati con emofilia e con diatesi emorragiche, in soggetti che soffrono di disordini della coagulazione. Da evitare anche in caso di ulcera gastrica. Sconsigliata altresì in pazienti con grave disfunzione renale ed insufficienza epatica.

PRECAUZIONI

L’integrazione di bromelina è da ponderare durante la gravidanza e nel successivo periodo di allattamento al seno, meglio se strettamente supervisionato da professionisti medici.

 

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