MICROBIOTIC

I probiotici esistono in moltissime formulazioni, non tutte ugualmente valide. Ad esempio si possono trovare in alcuni cibi come latte o lo yogurt, tuttavia gli alimenti con probiotici hanno lo svantaggio di dover essere consumati entro un certo periodo di tempo e vanno conservati in frigorifero in quanto prodotti facilmente deperibili. Inoltre stabilire qualità e quantità dei probiotici presenti è estremamente difficoltoso. Nonostante questi cibi siano comunque utili per il nostro organismo (latte e derivati sono ottime fonti di calcio e fosforo), la quantità di probiotici in grado di superare l’azione digestiva è del tutto insufficiente per ottenere i medesimi effetti benefici legati all’utilizzo di supplementi specifici.

 

Per ovviare, in maniera anche efficace, a queste problematiche si utilizzano gli integratori con probiotici. Questi si possono conservare più a lungo e sono più stabili e definiti in termini di quantità di microrganismi. Perdipiù con la scelta dell’integratore si ha la facoltà di scegliere esattamente quale probiotico assumere, in base alle proprie necessità.  Ad oggi il mercato degli integratori alimentari risulta particolarmente ricco e variegato. Se questa condizione rappresenta un fatto positivo offrendo un’ampia possibilità d’acquisto, per contro la scelta di un probiotico piuttosto che un altro diventa sempre più dispersiva e soggetta a sbagli.

Il consumatore non sempre possiede le conoscenze tecniche per saper discernere un prodotto qualitativamente migliore rispetto ad un altro.

 

 

Nel lavoro “  The  good bugs: the use of probiotics in pediatrics”  di

Naire Sansotta 1Diego G Peroni 2Simone Romano 3Anna Rugiano 4Pierluigi Vuilleumier 5Giuseppe Baviera 6Italian Society of Pediatric Allergy, Immunology (SIAIP), Microbiota Committee, Italy

si legge come lo scopo della revisione sia quello di far chiarezza. A fronte di prove crescenti che incoraggiano l’uso di probiotici in molte condizioni nei bambini e dato l’ampio numero di probiotici disponibili, l’operatore sanitario si trova spesso di fronte all’incertezza sull’opportunità di utilizzare o meno i probiotici e su quale/i scegliere. Si esaminano nella review le attuali ipotesi sull’efficacia e la sicurezza dei probiotici e si valutano i dati disponibili sull’uso dei probiotici nelle malattie più comuni nei bambini, appunto considerando che i probiotici hanno effetti ceppo-specifici, pertanto ha senso concentrarsi sui singoli ceppi probiotici piuttosto che sui probiotici in generale. Risultati recenti: l’efficacia ceppo-specifica è stata chiaramente dimostrata con Lactobacillus rhamnosus GG e Saccharomyces boulardii I-745 nel trattamento della diarrea infettiva acuta, Lactobacillus reuteri DSM 17938 nelle coliche infantili, Lactobacillus rhamnosus GG e VSL#3 nella sindrome dell’intestino irritabile. Inoltre, si osservano risultati incoraggianti per l’uso dei probiotici nell’enterocolite necrotizzante, nelle allergie alimentari e nella steatosi epatica non alcolica. Riassumendo, quindi, la rilevanza clinica di questi risultati indica che gli operatori sanitari devono tenere in considerazione la specificità del ceppo e la specificità della malattia dei probiotici quando raccomandano i probiotici ai loro pazienti.

 

A tal proposito sarà opportunamente spiegata (vedi poi) la composizione di MICROBIOTIC, contenente oltre tutto il probiotico con più letteratura ed evidenze scientifiche a suo carico.

 

I probiotici vanno assunti per un periodo di tempo a seconda delle indicazioni consigliate dallo specialista (meglio se in modo continuativo per diversi giorni). Essendo i probiotici dei microrganismi vivi ed attivi che devono raggiungere indenni l’intestino, per evitare che la loro assunzione sia depauperata subendo anche un po’ l’acidità gastrica, è buona norma assumerli a stomaco vuoto. In questo modo il pH gastrico inciderà il meno possibile sul percorso tra la bocca ed intestino.

 

In quanto prodotto di microfarma dotato di certificazione GMP (good manufacturing practice).

 

Prodotto senza glutine.

 

Microbiotic è un integratore alimentare probiotico a base di:

Lactobacillus Rhamnosus GG 53103: il probiotico con maggiore letteratura a livello scientifico, fortemente raccomandato da ESPGHAN.
Bifidobacterium BB 06: I bifidobatteri sono importanti batteri benefici presenti nel colon degli adulti in buona salute e dei bambini che siano stati allattati al seno.

I Fermenti vivi favoriscono l’equilibrio della flora Intestinale.
MicroBiotic è utilizzabile nella diarrea acuta da rotavirus o associata a trattamenti antibiotici, nella infezione nosocomiali e nei dolori addominali ricorrenti nel bambino.

Saranno ora approfonditi.

 

BIFIDOBACTERIUM BIFIDO

Per assumerlo è necessario conoscerlo bene.  Bifidobacterium bifidum è una specie del genere bifidobacterium, viene chiamato impropriamente bifidus. È un batterio gram positivo, non motile, anaerobio, non a spora ma a forma di bastoncello. La maggior parte della popolazione di B.bifidum si trova in intestino grasso, intestino tenue inferiore, nel latte materno e in vagina. Da studi è emerso che è particolarmente frequente nel colon dei neonati allattati al seno, ma il livello poi diminuisce con età. Nel1899 Tissier, un pediatra dell’istituto Pasteur, isolò per la prima volta il bifidobatterio nelle feci di un bambino. È quindi un batterio probiotico, tra i più comuni trovati nel corpo di un mammifero. Inoltre il B. bifidum è un probiotico che non si trova naturalmente negli alimenti, per cui ha senso integrare in virtù dei suoi benefici.

  • I probiotici, in particolare B bifidum, sono efficaci nel rigenerare e riequilibrare la flora intestinale. Si stima che ci siano decine di migliaia di batteri nel nostro tratto digestivo, questi appartengono a centinaia di specie diverse; ogni individuo ha la propria “composizione” batterica, chiamata microbiota. Un microbiota affetto, diminuito o sbilanciato ha conseguenze significative sulla salute e sulla forma fisica. Aiutando ad avere una flora intestinale sana, favoriscono un ambiente sano per la produzione dei micronutrienti. In caso di flora intestinale alternata, assumere gli integratori contenenti Bifidobacterium Bifidum significa non solo migliorare la flora, ma anche rafforzare la parete intestinale. Una alterata flora intestinale perturba anche la digestione producendo un livello elevato di ioni ammonio quando vengono ingerite delle proteine. Queste sostanze chimiche, vengono assorbite dall’intestino ed arrivano al fegato per essere metabolizzate, per reazione tossica portano a perdita di appetito e nausea. Una alterata digestione tende anche a produrre istamina che è responsabile dei fenomeni allergici. Quindi il Bifidobacterium Bifidum, aiuta a prevenire i problemi digestivi, eliminando i gas intestinali, la costipazione e le allergie. Inoltre migliora la funzione intestinale contrastando stitichezza.
  • È in grado di supportare la crescita di altri elementi del microbiota intestinale.
  • Migliora i disturbi intestinali. Studi clinici del 1942 e del 2013 hanno dimostrato i benefici del B. Bifidum nelladiarrea da rotavirus o nella diarrea associata alla radioterapia del cancro cervicale. Uno studio giapponese condotto nel 2015 e pubblicato in Bioscience of Microbiota, Food and Health ha mostrato un miglioramento dei sintomi in pazienti con FBS (sindrome dell’intestino irritabile) che provoca dolore addominale con costipazione e/o diarrea. La FBS colpisce circa una persona su cinque e può essere molto dolorosa e debilitante.

–       Heat-inactivated Bifidobacterium bifidum MIMBb75 (SYN-HI-001) in the treatment of irritable bowel syndrome: a multicentre, randomised, double-blind, placebo-controlled clinical trial

Viola Andresen 1Jürgen Gschossmann 2Peter Layer 3

Background: Bifidobacterium bifidum MIMBb75 is one of a few probiotic strains that have been shown to be effective in the treatment of irritable bowel syndrome (IBS) and its symptoms

 

L’azione del b bifidum è supportata da numerosi studi scientifici che ne avvalorano le proprietà terapeutiche.  In trials si è dimostrata efficacia nel trattamento IBS . Ancora  si è osservata riduzione dell’infiammazione intestinale  in casi di colite.

 

  • In particolare b bifidum migliora significativamente i sintomi quali dolore, distensione, gonfiore addominale e disturbi digestivi.

–       Bifidobacterium bifidum Enhances the Intestinal Epithelial Tight Junction Barrier and Protects against Intestinal Inflammation by Targeting the Toll-like Receptor-2 Pathway in an NF-κB-Independent Manner

Rana Al-Sadi 1Viszwapriya Dharmaprakash 1Prashant Nighot 1Shuhong Guo 1Meghali Nighot 1Toan Do 1Thomas Y Ma 1

 

La barriera della giunzione stretta intestinale (TJ) difettosa è un segno distintivo nella patogenesi della malattia infiammatoria intestinale (IBD). Ad oggi, non esistono terapie efficaci che colpiscano specificamente la barriera TJ intestinale. Tra i vari batteri probiotici, il Bifidobacterium, è uno dei più studiati per avere effetti benefici sulla barriera intestinale del TJ. Lo scopo principale di questo studio era identificare le specie di Bifidobacterium che causano un potenziamento prolungato della barriera TJ epiteliale intestinale e possono essere utilizzate terapeuticamente per colpire la barriera TJ intestinale e per proteggere o trattare l’infiammazione intestinale. I nostri risultati hanno mostrato che il Bifidobacterium bifidum ha causato un miglioramento marcato e prolungato della barriera intestinale del TJ nei monostrati Caco-2. L’effetto del Bifidobacterium bifidum sulla barriera TJ era specifico del ceppo e solo il ceppo designato come BB1 ​​ha causato un miglioramento massimo nella funzione della barriera TJ. Il meccanismo di potenziamento di BB1 della barriera TJ intestinale richiedeva l’interazione cellula batterica/enterociti vivi ed era mediato dall’attaccamento di BB1 al recettore Toll-like-2 (TLR-2) sulla superficie della membrana apicale. Il potenziamento BB1 della funzione di barriera TJ epiteliale intestinale è stato mediato dall’attivazione della via della chinasi p38, ma non dalla via di segnalazione NF-κB. Inoltre, il BB1 ha causato un marcato miglioramento della barriera TJ intestinale del topo in modo TLR-2-dipendente e ha protetto dall’aumento della permeabilità del colon del topo indotto da destrano solfato di sodio (DSS) e ha trattato la colite indotta da DSS in una barriera TJ- modo dipendente. Questi studi mostrano che i batteri probiotici BB1 provocano un potenziamento specifico del ceppo della barriera TJ intestinale attraverso un nuovo meccanismo che coinvolge l’attaccamento di BB1 al complesso del recettore TLR-2 degli enterociti e l’attivazione della via della chinasi p38.

 

– Allevia i sintomi di alcune intolleranze alimentari (glutine, lattosio, ecc.) Queste allergie o intolleranze alimentari causano gravi disturbi digestivi che possono atrofizzare i villi intestinali. B. Bifidum contribuisce alla ricostruzione delle pilosità dei villi e al miglioramento dei sintomi.

–  Il Bifidum ha dimostrato di inibire l’attività dell’Helicobacter pylori, un batterio che colonizza la mucosa gastrica causando gastrite, un’infezione cronica. Si pensa che quasi una persona su due nel mondo sia affetta da H. pylori, il che può predisporre al cancro gastrico.

  • bifidobacterium Bifidum aiuta a sintetizzare le vitamine del Gruppo B (tiamina, riboflavina, piridossina) e la vitamina K
  • ha la capacità di controllare il pH intestinale
  • Bifidobacterium bifidum è efficace anche per rafforzare la flora batterica vaginale. Le micosi vaginali rispondono bene a tale probiotico, che contribuisce alla distruzione degli agenti patogeni. Pertanto interviene nel mantenimento dell’omeostasi vaginale.
  • In aggiunta, può essere utile in soggetti che soffrono di problemi epatici, casi di cirrosi o epatite, poiché favorendo la digestione essi riducono lo stress epatico.
  • B bifidum, inoltre, riduce le infezioni del tratto respiratorio superiore. Uno studio in doppio cieco condotto nel 2015 e pubblicato sul British Journal of Nutrition, ha dimostrato che l’assunzione di bifidobacterium bifidum negli studenti stressati in vista degli esami ha ridotto significativamente il rischio di infezioni delle vie respiratorie superiori rispetto al gruppo di controllo trattato con placebo ma anche rispetto ad altri due gruppi trattati con altri batteri probiotici.
  • Un microbiota equilibrato èessenziale per una buona salute, poiché i nostri batteri interagiscono con le cellule del sistema immunitario. Senza microbiota, o con un microbiota squilibrato, il sistema immunitario ne risente. Uno studio in doppio cieco condotto nel 2015 e pubblicato nel Journal of the American College of Nutrition ha testato una combinazione di 3 probiotici (tra cui Bifidobacterium bifidum) sul sistema immunitario. Il risultato è chiaro: il livello di linfociti circolanti (globuli bianchi il cui alto livello riflette un sistema immunitario efficace) rimane costante durante il trattamento, mentre diminuisce rapidamente con il placebo. Il probiota rafforza il sistema immunitario, sostiene le difese immunitarie.
  • Contrasta i patogeni, infatti una caratteristica importante dei probiotici è la loro capacità di competere con gli agenti patogeni. Esperimenti hanno ha dimostrato che le cellule di B. bifidum sono in grado diinibire fortemente l’adesione di enteropatogeni, compresi Escherichia coli ed Enterobacter sakazakii, che sono frequentemente implicati in gravi malattie gastrointestinali dei neonati.
  • Inoltre aiuta nel ridurre le infezioni da candida albicans.
  • Durante la gravidanza sostiene l’intestino della mamma e poi del neonato. I bifidobatteri, tra cui anche b. bifidum, sono tra i primi colonizzatori dell’intestino umano. Questi restano predominanti per tutti i primi mesi di vita. La trasmissione verticale tra madre e bambino avviene durante la nascita ed è supportata anche dall’allattamento al seno. Pertanto la mamma che assume b. bifidum durante la gravidanza e l’allattamento così facendo favorisce la presenza di un’adeguata comunità bifidobatterica altresì nell’intestino del neonato. Uno studio ha confrontato la composizione del microbiota di bambini nutriti con latte artificiale o con latte materno: è interessante notare che breve e B. bifidum erano presenti in maggiore quantità nei bambini allattati al seno. 

Bifidobacterium bifidum: A Key Member of the Early Human Gut Microbiota

Francesca Turroni 1 2Sabrina Duranti 1Christian Milani 1Gabriele Andrea Lugli 1Douwe van Sinderen 3 4Marco Ventura 1 2

Bifidobacteria typically represent the most abundant bacteria of the human gut microbiota in healthy breast-fed infants. Members of the Bifidobacterium bifidum species constitute one of the dominant taxa amongst these bifidobacterial communities and have been shown to display notable physiological and genetic features encompassing adhesion to epithelia as well as metabolism of host-derived glycans. In the current review, we discuss current knowledge concerning particular biological characteristics of the B. bifidum species that support its specific adaptation to the human gut and their implications in terms of supporting host health.

  • l’assunzione del probiotico si è dimostrata utile per la prevenzione della dermatite atopica nei nascituri.
  • Infine ha implicazioni dermatologiche. Molte condizioni infiammatorie della pelle, tra cui acne, rosacea, dermatiti, eczema e psoriasi sono direttamente collegate a disturbi del microbioma. Addirittura in uno studio italiano è emerso che può essere di supporto nel trattamento dell’acne. In questo studio i soggetti presentavano una microflora batterica alterata e l’integrazione ha permesso un più rapido miglioramento dell’aspetto della pelle.

Quindi in base ai suddetti effetti benefici, in particolare su intestino crasso, sono disponibili numerosi studi scientifici che dimostrano efficacia di questo probiotico in caso di svariate condizioni:

  • Disbiosi intestinale
  • Calo delle difese immunitarie
  • Infezioni batteriche o fungine
  • Intolleranze alimentari
  • Malassorbimento dei nutrienti
  • Intossicazione del fegato
  • Carenze vitaminiche del gruppo b
  • Infiammazione intestino crasso
  • Supporto in corso di terapia antibiotica
  • Diarrea/ stitichezza
  • Agenti potenzialmente cancerogeni.
  •  

La temperatura ottimale per la sua crescita è compresa tra 36 e 38 °C, con un pH di 6,5–7,0. Non si verifica crescita al di sotto di un pH di 4,5–5,0 o superiore a 8,0–8,5.

Possiamo dire tranquillamente che l’assunzione di B. Bifidum migliora la qualità della vita. Tutti questi aspetti vengono potenziati in MICROBIOTIC per la concomitante assunzione di un altro probiotico.

 

 

LACTOBACILLUS RHAMNOSUS

 

La prima cosa da sapere sul Lactobacillus rhamnosus è che si tratta di un batterio “buono” appartenente al gruppo dei Lactobacillus che migliora il microbiota intestinale e mantiene l’equilibrio del corpo. Come da definizione ufficiale di Fao e Oms, i probiotici sono organismi vivi che se somministrati in quantità adeguate, apportano un beneficio per la salute dell’ospite.

  1. rhamnosus GG è un probiotico molto noto e ben studiato. È stato incluso in oltre 250 studi clinici (circa 40 nei bambini) e secondo clinicaltrials.gov, è il ceppo probiotico più studiato al mondo (Dronkers, Ouwehand e Rijkers, 2020).

 Come si vede nello schema  il ceppo LGG® fa parte della specie rhamnosus e del genere Lactobacillus.

 

  1. rhamnosus GG è stato ampiamente sperimentato in migliaia di individui, dai neonati pretermine agli anziani per oltre 30 anni e ha dimostrato un eccellente profilo di sicurezza (Capurso, 2019). Il ceppo è ampiamente utilizzato negli integratori di probiotici ed è estremamente ben tollerato con pochi effetti collaterali significativi, se non nulli.

Uno studio retrospettivo ha analizzato i dati di due UTIN in Italia nel periodo 2003-2008. Ai neonati con peso alla nascita molto basso (VLBW) ricoverati in terapia intensiva neonatale sono stati somministrati tre miliardi di UFC di L. rhamnosus GG dal 4° giorno di vita per un periodo da quattro a sei settimane (peso medio alla nascita 1056 g, età gestazionale 29,5 settimane). (I bambini hanno ricevuto latte materno espresso con integrazione di formula pretermine, se necessario.) I dati sono stati analizzati su 743 bambini nel periodo di cinque anni, non sono stati osservati effetti avversi e L. rhamnosus GG non è stato associato ad alcun caso di sepsi. I ricercatori hanno concluso che il probiotico è sicuro e ben tollerato (Manzoni et al., 2011). Uno studio simile sui bambini VLBW ha anche rilevato che L. rhamnosus GG insieme alla lattoferrina è sicuro e ben tollerato, inoltre ha ridotto significativamente l’incidenza di enterocolite necrotizzante (NEC) (Manzoni et al., 2014).

Va notato che uno studio ha riscontrato batteriemia associata a L. rhamnosus GG in un bambino con sindrome dell’intestino corto, indicando che sono necessarie ulteriori cure e ricerche per l’integrazione di probiotici nei bambini con questa condizione (De Groote et al., 2005).

 

Alcune condizioni come lo stress, l’alimentazione sbagliata e l’uso di antibiotici possono alterare la funzionalità dei microrganismi e mettere a dura prova la salute del microbiota intestinale. La conseguenza diretta è uno squilibrio intestinale che non solo provoca dolore e gonfiore addominale, ma compromette la risposta immunitaria del corpo. L’ integratore probiotico a base di Lactobacillus rhamnosus si rivela un ottimo aiuto per ripristinare l’equilibrio del microbiota intestinale.

  • Sui disturbi intestinali colici


Gli studi clinici nei bambini con coliche possono essere impegnativi a causa delle sue diverse eziologie. Tuttavia, diversi studi hanno documentato profili microbiomi alterati (Dubois e Gregory, 2016; Rhoads et al., 2018; Ouald Chaib et al., 2020). Tipicamente, i bambini con coliche hanno mostrato livelli più elevati di produzione di gas e microbi infiammatori e una riduzione della diversità, nonché livelli più bassi di bifidobatteri benefici. I probiotici possono quindi svolgere un ruolo nella gestione delle coliche.

 Un RCT ha valutato L. rhamnosus GG relativamente a pianto e sull’irritabilità in 94 bambini prematuri (età gestazionale 32-36 settimane). I bambini sono stati randomizzati a ricevere una miscela prebiotica (GOS e polidestrosio)e  probiotici (L. rhamnosus GG) o un placebo. Nel gruppo probiotico, i bambini hanno ricevuto 1 miliardo di UFC per il primo mese e 2 miliardi di UFC durante il secondo mese. Nel gruppo placebo, il 47% dei bambini ha manifestato un pianto eccessivo rispetto al 19% sia nel gruppo pre che nel gruppo probiotico.

 

Nel complesso L. rhamnosus GG è stato in grado di ridurre il rischio di pianto eccessivo e di avere effetti modulatori sul microbioma intestinale del neonato (Pärtty et al., 2013).

Un altro RCT ha studiato L. rhamnosus GG e il suo potenziale per ridurre il tempo di pianto in 30 bambini con coliche. Tutti i bambini sono stati sottoposti a una dieta priva di latte vaccino (o EHCF o esclusione del latte attraverso l’allattamento al seno) e quindi divisi in due gruppi; probiotici e placebo. Il gruppo probiotico ha ricevuto 4,5 miliardi di UFC di L. rhamnosus GG. Dopo quattro settimane, i genitori hanno riportato una riduzione del 68% del pianto quotidiano rispetto al 49% del placebo (p=0,05). Anche il numero di giorni di pianto alla settimana era inferiore nel gruppo probiotico. Inoltre, nel gruppo probiotico, sono state notate un aumento delle specie di Bifidobatteri. Il Bifidobacterium lactis è aumentato nel 47% dei bambini rispetto al 13% nel placebo e la conta del Bifidobacterium breve è aumentata nel 40% dei bambini rispetto al 13% nel placebo. Questo studio evidenzia il potenziale per L. rhamnosus GG nei bambini con coliche (Pärtty, Lehtonen, et al., 2015)

  • Sulla diarrea

La diarrea nei bambini può portare a disidratazione e gravi complicazioni. Nonostante ciò, ci sono pochi farmaci da banco che possono assumere per prevenire la diarrea o per gestire i primi sintomi. È stato scoperto che L. rhamnosus GG allevia i sintomi diarroici sia nelle infezioni gastrointestinali che nella diarrea associata agli antibiotici (AAD).

  • Gastroenterite

I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) affermano che le malattie diarroiche causano 1 decesso infantile su 9 in tutto il mondo, rendendo la diarrea la seconda causa di morte tra i bambini di età inferiore ai 5 anni (Liu et al., 2012). Prevale anche la diarrea acquisita in ospedale, si stima che il 5-44% dei bambini ospedalizzati sviluppi infezioni, tipicamente gastrointestinali o RTI. È già stato dimostrato che L. rhamnosus GG riduce significativamente il rischio di infezioni acquisite in ospedale, in particolare infezioni gastrointestinali (Hojsak, Snovak, et al., 2010; Bruzzese et al., 2016). L. rhamnosus GG è stato utilizzato anche in numerosi studi per il trattamento della diarrea.

Una recente meta-analisi ha valutato l’efficacia di L. rhamnosus GG nel trattamento della diarrea acuta (Li et al., 2019). I ricercatori hanno incluso 19 RCT (n=4073). È stato riscontrato che la somministrazione di L. rhamnosus GG riduce significativamente la durata della diarrea e la degenza in ospedale. Anche il tempo impiegato per migliorare la consistenza delle feci è stato più rapido quando è stato utilizzato L. rhamnosus GG. Il rischio di diarrea che durasse più di tre o quattro giorni era significativamente più basso nei gruppi probiotici rispetto al placebo. L. rhamnosus GG ha avuto effetti benefici anche nei bambini con diagnosi di infezioni da rotavirus, uno degli agenti più comuni di infezioni diarroiche. Si pensa che L. rhamnosus GG sia in grado di supportare il rivestimento epiteliale modulando le cellule dendritiche e le citochine infiammatorie, oltre a suscitare effetti antivirali (F. Liu et al., 2013; Jiang et al., 2017). Nel complesso, i ricercatori hanno scoperto che L. rhamnosus GG è un’opzione terapeutica efficace per la diarrea, specialmente se utilizzato in dosaggi di oltre 10 miliardi di CFU e hanno consigliato la somministrazione precoce di L. rhamnosus GG.

Un ampio RCT incluso nella meta-analisi ha valutato bambini (di età compresa tra 6 mesi e 5 anni) con diarrea acquosa acuta. I bambini sono stati randomizzati a ricevere un protocollo probiotico di cinque giorni (10 miliardi di UFC di L. rhamnosus GG al giorno) o nessun intervento probiotico. Tutti i bambini hanno anche ricevuto un trattamento standard dell’OMS per la gestione della diarrea. La durata della diarrea era significativamente più breve nel gruppo probiotico rispetto al controllo (60 ore contro 78 ore). Un miglioramento più rapido della consistenza delle feci è stato notato anche nel gruppo probiotico (Aggarwal et al., 2014).

Una meta-analisi del 2021 di 84 studi che hanno coinvolto 13.443 bambini (di età pari o inferiore a 18 anni) ha rilevato che alcuni probiotici a ceppo singolo, incluso L. rhamnosus GG, trattavano efficacemente la diarrea acuta nei bambini con varie prove di certezza. (Zengbin L, et al., 2021)

  •  
  • AAD antibiotic associated diarrea

Gli antibiotici sono il farmaco più prescritto somministrato ai bambini (Nicolini e Sperotto, 2014) e le infezioni del tratto respiratorio sono responsabili del 74,4% delle prescrizioni di antibiotici nei bambini in tutto il mondo (O’Brien et al., 2015). Gli antibiotici somministrati nei primi anni di vita di un bambino possono avere effetti attuali e duraturi sulla sua salute e sul suo benessere. La diarrea è uno degli effetti collaterali più comuni dell’uso di antibiotici.

Una meta-analisi ha valutato l’efficacia di L. rhamnosus GG per prevenire l’AAD negli adulti e nei bambini. La revisione includeva 12 RCT (n=1499), cinque dei quali erano specificamente nei bambini (n=445). L. rhamnosus GG ha ridotto significativamente il rischio di sviluppare AAD nei pazienti dal 22,4% al 12,3%.

Uno degli RCT più importanti della meta-analisi è stato un ampio studio che includeva 188 bambini di età compresa tra 6 mesi e 10 anni a cui era stato prescritto un ciclo antibiotico di 10 giorni. I bambini sono stati divisi in gruppi per ricevere 10-20 miliardi di CFU di L. rhamnosus GG (a seconda del peso) o un placebo insieme alla loro prescrizione. Solo l’8% dei partecipanti al gruppo probiotico ha sviluppato AAD, rispetto al 26% nel gruppo placebo. Anche la durata della diarrea è stata significativamente inferiore nel gruppo probiotico e la consistenza delle feci è migliorata significativamente più rapidamente nel gruppo probiotico rispetto al placebo (Vanderhoof et al., 1999)

Un RCT più recente ha anche valutato L. rhamnosus GG come preventivo per lo sviluppo di AAD in 90 ragazzi (di età compresa tra 13 e 36 mesi) sottoposti a riparazione dell’ipospadia. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi per ricevere 1) antibiotico e L. rhamnosus GG 2) antibiotico da solo e 3) antibiotico e placebo. I partecipanti hanno assunto il rispettivo integratore ogni giorno dal giorno dell’intervento fino alla fine del ricovero. L’incidenza di AAD era significativamente più bassa nel gruppo probiotico rispetto al gruppo 2 e 3 (rispettivamente 10% vs 50% e 40%). Anche la durata dell’AAD era significativamente inferiore con L. rhamnosus GG. È interessante notare che anche la frequenza del cambio della medicazione e l’incidenza di complicanze postoperatorie (fistola uretrale e deiscenza del prepuzio) erano significativamente inferiori nel gruppo probiotico (Esposito et al., 2018).

  • IBS inflammatory bowel deseases

Nel Regno Unito e nel mondo è ampiamente riconosciuto che i sintomi digestivi e l’IBS possono avere un impatto significativo sui bambini e sulla loro qualità di vita e scolarizzazione.

Un altro RCT ha anche valutato L. rhamnosus GG in 141 bambini con IBS o dolore addominale funzionale. I bambini sono stati divisi per ricevere 6 miliardi di CFU di L. rhamnosus GG o un placebo per otto settimane. Dopo un ulteriore follow-up di otto settimane, i ricercatori hanno scoperto che i bambini nel gruppo L. rhamnosus GG avevano una significativa riduzione della gravità del dolore e della frequenza del dolore. Inoltre, il successo del trattamento è stato riscontrato nell’87% dei bambini nel gruppo probiotico rispetto al 50% dei bambini nel gruppo placebo.

Al basale, il 59% dei bambini ha mostrato risultati anormali da un test di permeabilità intestinale, tuttavia nel gruppo probiotico il numero di bambini con risultati anormali è diminuito dopo l’intervento (p<0,03) (Francavilla et al., 2010). Una spiegazione per il miglioramento della permeabilità intestinale potrebbe trovarsi negli studi in vitro. Prove in vitro hanno dimostrato che L. rhamnosus GG stimola la proliferazione delle cellule epiteliali intestinali e migliora la secrezione di mucine protettive (Mack et al., 1999, 2003). Queste azioni aiutano a sostenere l’integrità dell’epitelio intestinale e proteggono ulteriormente dagli effetti di agenti patogeni, antibiotici e fattori dietetici negativi.

Un RCT includeva 104 bambini (età media 11) che  hanno ricevuto 3 miliardi di UFC di L. rhamnosus GG o un placebo al giorno per quattro settimane. Dopo l’intervento, coloro che ricevevano il probiotico avevano maggiori probabilità di avere successo del trattamento rispetto a quelli nel gruppo placebo (rispettivamente 25% vs 9,6%). I risultati sono stati più evidenti in IBS, dove il successo del trattamento è stato ottenuto nel 33% degli individui rispetto al 5% nel gruppo placebo (p<0,05). Un numero maggiore di bambini con IBS che hanno ricevuto L. rhamnosus GG hanno riportato una riduzione della frequenza e della gravità del dolore rispetto al gruppo placebo, sebbene la riduzione della gravità del dolore non fosse significativa (p=0,01) (GAWROŃSKA et al., 2006)

Un RCT ha valutato 52 bambini (di età compresa tra 4 e 18 anni) con dolore addominale. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: probiotici e placebo. Nel gruppo probiotico, i bambini hanno ricevuto 10 miliardi di UFC di L. rhamnosus GG al giorno per quattro settimane. Dopo una settimana di intervento, il dolore addominale era significativamente diminuito nel gruppo probiotico. Ciò è stato significativo anche alla fine della seconda, terza e quarta settimana. Inoltre, c’è stato un miglioramento significativo della scala funzionale dopo due settimane di trattamento (Kianifar e Khalesi, 2015).

 

  • Sulle infezioni respiratorie .

Le infezioni delle vie respiratorie superiori (URTI) sono una delle infezioni più comuni sia negli adulti che nei bambini. I bambini in genere sperimentano da cinque a sei episodi all’anno e quelli a scuola possono persino riceverne fino a 12 all’anno (Toivonen et al., 2016). Si stima che i bambini che frequentano l’asilo nido abbiano un rischio circa 2-3 volte maggiore di sviluppare RTI (Lu et al., 2004). I probiotici sono stati ampiamente sperimentati per la loro capacità di ridurre le URTI, una recente revisione Cochrane ha inoltre rilevato che alcuni ceppi sono efficaci nel ridurre il numero di partecipanti che hanno episodi di URTI (upper respiratory tract infection) acuta, la durata media di un episodio di URTI acuta, l’uso di antibiotici e il raffreddore relativa assenza scolastica (Hao, Dong e Wu, 2015). L. rhamnosus GG è stato incluso nella revisione Cochrane ed è stato anche valutato favorevolmente nelle meta-analisi come ceppo singolo.

Una meta-analisi condotta nel 2013 ha valutato L. rhamnosus GG per la sua capacità di ridurre il rischio di infezioni respiratorie nei bambini. Sono stati inclusi quattro studi randomizzati controllati comprendenti 1.805 bambini, che hanno soddisfatto i criteri di inclusione del ricercatore. L. rhamnosus GG ha ridotto significativamente l’incidenza di URTI, infezioni da otite media e uso di antibiotici nei bambini. Inoltre, l’analisi dei sottogruppi ha rilevato che L. rhamnosus GG è stato in grado di ridurre significativamente le infezioni complessive delle vie respiratorie nei bambini di età superiore a un anno (S. Liu et al., 2013).

Uno studio chiave della meta-analisi è stato un RCT condotto in Croazia. Lo studio ha valutato 281 bambini, di età compresa tra uno e sette anni, negli asili nido. I bambini sono stati divisi in gruppi per ricevere una bevanda a base di latte fermentato integrata con un miliardo di UFC di L. rhamnosus GG o la sola bevanda a base di latte senza integrazione (controllo). I bambini hanno assunto la rispettiva bevanda a base di latte ogni giorno per tre mesi durante il periodo invernale. Nel gruppo probiotico, solo il 43% dei bambini ha sviluppato un URTI rispetto al 68% nel gruppo placebo (p<0,001) (Grafico 1). C’è stata anche una riduzione delle infezioni gastrointestinali nel gruppo probiotico che ha raggiunto un significato vicino (p<0,08).

 

I bambini nel gruppo probiotico hanno anche sperimentato attacchi di malattia significativamente più brevi e meno assenze dall’asilo nido rispetto al gruppo di controllo (Grafico 2) (Hojsak, Snovak, et al., 2010). Anche altri studi hanno confermato la riduzione delle URTI nei bambini che frequentano gli asili nido in Finlandia (Hatakka, 2001; Kumpu et al., 2012).

 

Le infezioni acquisite in ospedale sono comuni nei bambini e possono comportare farmaci aggiuntivi e soggiorni più lunghi. I ricercatori hanno condotto un RCT per indagare se L. rhamnosus GG fosse in grado di ridurre l’insorgenza di infezioni nosocomiali del tratto gastrointestinale e respiratorio in un ospedale pediatrico. L’RCT includeva 742 bambini (età media = 10) che sono stati randomizzati a ricevere un latte fermentato contenente un miliardo di UFC di L. rhamnosus GG o lo stesso latte senza probiotici (controllo). I bambini hanno ricevuto il loro latte quotidiano al mattino dal giorno in cui sono stati ricoverati fino alla dimissione. Le infezioni da RTI e GI erano significativamente inferiori nel gruppo probiotico rispetto al gruppo di controllo. Solo il 2% dei bambini nel gruppo probiotico ha sviluppato RTI rispetto al 5,5% nel gruppo di controllo.

 

Un altro RCT ha anche rilevato che L. rhamnosus GG (6 miliardi di CFU) insieme a vitamine del gruppo B, vitamina C e zinco è stato in grado di ridurre significativamente l’incidenza di infezioni acquisite in ospedale rispetto ai controlli (9% contro 33%), oltre ad avere soggiorni significativamente più brevi in ospedale (Bruzzese et al., 2016).

 Un recente RCT ha studiato L. rhamnosus GG in bambini malnutriti (in termini di incidenza dell’infezione e parametri antropometrici e metabolici). Lo studio ha incluso 71 bambini di età compresa tra sei mesi e cinque anni. I bambini sono stati divisi in due gruppi; probiotico e controllo. Tutti i bambini hanno ricevuto una dieta calorica e proteica appropriata e il gruppo probiotico ha ricevuto inoltre un miliardo di UFC di L. rhamnosus GG al giorno. Diversi parametri sono stati valutati una volta al mese per un totale di tre mesi. Nel gruppo probiotico, i tassi di URTI, gastroenterite acuta e incidenza totale delle infezioni erano significativamente più bassi ogni mese e alla fine dello studio rispetto al gruppo di controllo e ai valori basali. Entro il terzo mese, nel probiotico sono stati rilevati 0,24 episodi di URTI rispetto a 1,47 episodi al basale. Inoltre, nel gruppo probiotico, il numero di UTI era significativamente inferiore rispetto al gruppo di controllo entro la fine dello studio.

L’ospedalizzazione e il numero totale di infezioni erano significativamente più alti nel gruppo di controllo rispetto al gruppo probiotico entro la fine dello studio. Nel complesso, lo studio ha dimostrato gli effetti positivi di L. rhamnosus GG su URTI, gastroenterite acuta, UTI e tassi di infezione complessivi (Kara, Volkan e Erten, 2019).

Un RCT in neonati pretermine ha rilevato che L. rhamnosus GG (somministrato dal giorno 3 al 60) ha ridotto significativamente l’incidenza di RTI, in particolare RTI causate da rhinovirus (Luoto et al., 2014).

  • Fibrosi cistica

Gli individui con fibrosi cistica (FC) mostrano spesso alti livelli di infiammazione, formazione di muco e disbiosi microbica (Debyser et al., 2016). Esiste il potenziale per l’uso dei probiotici, soprattutto data la loro capacità di ridurre gli RTI attraverso l’asse intestino-polmone. L. rhamnosus GG è stato valutato in alcuni studi pilota su bambini con FC.

Uno studio prospettico controllato ha valutato specificamente l’infiammazione intestinale in 30 bambini con FC. Sono stati inclusi un totale di 75 bambini; 30 con FC, 30 controlli sani e 15 con malattia infiammatoria intestinale attiva. Dieci dei bambini con FC hanno ricevuto 5 miliardi di L. rhamnosus GG al giorno per quattro settimane. Dopo l’intervento i livelli di calprotectina fecale sono diminuiti significativamente in questo gruppo. Questi risultati evidenziano il potenziale di L. rhamnosus GG di ridurre l’infiammazione intestinale nei pazienti con FC (Bruzzese et al., 2004). Livelli ridotti di calprotectina sono stati riscontrati anche in uno studio successivo utilizzando L. rhamnosus GG, lo studio ha anche riscontrato cambiamenti microbici distinti negli individui CF (Bruzzese et al., 2014).

Un RCT pilota includeva 38 bambini con FC che sono stati divisi in due gruppi. Il gruppo 1 ha ricevuto 6 miliardi di CFU al giorno di L. rhamnosus GG per sei mesi, seguiti da un periodo di wash-out di quattro settimane e quindi posto su una soluzione di reidratazione orale (ORS) per altri sei mesi. Il gruppo 2 ha invertito l’ordine e ha iniziato con 6 mesi di ORS, un periodo di wash-out di quattro settimane e poi sei mesi con 6 miliardi di CFU di L. rhamnosus GG al giorno. La somministrazione di L. rhamnosus GG ha comportato una riduzione significativa delle riacutizzazioni polmonari (p=0,0035) e dei ricoveri ospedalieri (p=0,001) rispetto al trattamento ORS. Il probiotico ha anche portato a punteggi FEV1 maggiori (Bruzzese et al., 2007).

Sorprendentemente uno studio recente più ampio del 2018 ha rilevato che L. rhamnosus GG non ha avuto effetti benefici nei bambini con FC. L’RCT ha diviso 95 bambini per ricevere 6 miliardi di CFU di L. rhamnosus GG o un placebo al giorno per 12 mesi.

 

  • Allergie

L’allergia alle proteine ​​del latte vaccino (CMPA) è una delle allergie alimentari più comuni osservate nei bambini, che colpisce circa il 2-7,5% dei bambini al di sotto di un anno (Ludman, Shah e Fox, 2013). In genere, ai bambini allattati con latte artificiale verrà prescritta una formula ampiamente idrolizzata (EHF) o una formula a base di aminoacidi. Le madri che allattano al seno con un bambino CMPA elimineranno i latticini dalla loro dieta. I latticini vengono spesso reintrodotti intorno all’età di un anno per controllare la tolleranza, tuttavia, i bambini possono richiedere fino a cinque anni per superare l’allergia. La CMPA può essere impegnativa con variazioni nella gravità dei sintomi. L. rhamnosus GG è stato studiato nei bambini con CMPA e ha dimostrato di essere sicuro e ben tollerato (Scalabrin et al., 2009, 2017).

Un RCT ha analizzato L. rhamnosus GG in bambini di età compresa tra 0 e 12 anni con diagnosi di CMPA. Tutti i bambini sono stati sottoposti a una dieta priva di latte vaccino; i bambini allattati con latte artificiale ricevevano EHF e le madri che allattavano al seno tagliavano i latticini dalla loro dieta. I bambini sono stati quindi divisi in due gruppi; probiotico (dieta senza latte più un miliardo di UFC/giorno di L. rhamnosus GG) o controllo (solo dieta senza latte). Dopo quattro settimane di intervento, i ricercatori hanno valutato i sintomi associati alla CMPA. Nel gruppo di controllo, feci sanguinolente, irrequietezza e distensione addominale sono significativamente migliorate rispetto al basale. Tuttavia, nel gruppo probiotico, si è verificata anche una significativa riduzione di feci sanguinolente, irrequietezza, distensione addominale, nonché diarrea, muco nelle feci e vomito. C’era anche una riduzione generale della dermatite nel gruppo probiotico (p=0,07). Lo studio evidenzia che L. rhamnosus GG può migliorare ulteriormente i sintomi della CMPA oltre ai soli cambi di latte standard (Basturk et al., 2020).

  1. rhamnosus GG è stato valutato anche in altri studi e si è scoperto che migliora significativamente i sintomi digestivi associati alla CMPA (Baldassarre et al., 2010; Guest and Fuller, 2019).

Uno studio successivo dello stesso ricercatore ha anche rilevato che l’aggiunta di L. rhamnosus GG all’EHCF ha ulteriormente aumentato il tasso di tolleranza orale nei bambini con CMPA mediata da IgE e riduce l’incidenza di altre manifestazioni allergiche (Berni Canani et al., 2017).

Uno studio del 2004 potrebbe spiegare come L. rhamnosus GG sia in grado di migliorare i sintomi e la tolleranza associati alla CMPA. Lo studio ha rilevato che i bambini con CMPA hanno spesso una carenza nella risposta IFN-gamma e che L. rhamnosus GG è in grado di aumentare l’IFN-gamma attraverso una modulazione delle cellule mononucleate del sangue periferico (PBMC) (Pohjavuori et al., 2004).

-eczema

La relazione tra il microbioma e la dermatite atopica (AD) è complessa. L’asse intestino-pelle sta iniziando solo di recente ad essere veramente esplorato, tuttavia le prime ricerche stanno chiaramente dimostrando che la nostra composizione del microbioma intestinale gioca un ruolo chiave. Livelli più bassi di bifidobatteri e livelli più elevati di Clostridia si osservano costantemente nei bambini con AD (Thomas e Fernández-Peñas, 2017; Capurso, 2019).

La ricerca per L. rhamnosus GG e dermatite atopica (eczema) è complessa. Ciò potrebbe forse essere spiegato dalla complessità dello sviluppo dell’AD, dalla storia familiare, dai fattori dietetici e ambientali e dai tempi dell’intervento probiotico nonché dal dosaggio.

Uno degli studi più promettenti ha somministrato L. rhamnosus GG in fase prenatale a madri (entro le ultime 2-4 settimane di gravidanza) con una storia familiare di atopia. L’RCT ha diviso 132 donne in gravidanza in due gruppi per ricevere 20 miliardi di CFU di L. rhamnosus GG o un placebo al giorno fino al parto. Per 6 mesi dopo il parto, le madri che allattavano al seno hanno continuato ad assumere il probiotico e ai bambini allattati con latte artificiale è stato somministrato il contenuto della capsula mescolato con acqua tramite un cucchiaio. Solo il 23% dei bambini che hanno ricevuto la supplementazione di L. rhamnosus GG ha sviluppato eczema rispetto al 46% nel gruppo placebo (Kalliomäki et al., 2001).

Uno studio di follow-up di sette anni è stato completato dal 73% dei partecipanti originali. Lo studio ha rilevato che i benefici protettivi di L. rhamnosus GG sono stati sostenuti. Il rischio cumulativo di sviluppare eczema entro i primi sette anni era significativamente inferiore nel gruppo probiotico rispetto al placebo (rispettivamente 42,6% vs 66,1%) (Kalliomäki et al., 2007).

-ADHD

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è caratterizzato da sintomi pervasivi e invalidanti di disattenzione, iperattività e impulsività e si pensa che colpisca il 5,29% degli individui in tutto il mondo (Polanczyk et al., 2007).

Attualmente mancano ricerche sul legame tra il microbioma intestinale e l’ADHD, tuttavia L. rhamnosus GG ha mostrato risultati promettenti.

Un RCT ha valutato se L. rhamnosus GG può ridurre il rischio di ADHD nella tarda infanzia (Pärtty, Kalliomäki, et al., 2015). Il processo ha seguito i partecipanti da uno studio precedente avviato 13 anni prima (Kalliomäki et al., 2001). In breve, i neonati hanno ricevuto 20 miliardi di UFC al giorno per i primi sei mesi di vita. 76 dei bambini originari hanno partecipato al follow-up e alla valutazione dei disturbi neuropsichiatrici (compreso l’ADHD). All’età di 13 anni, nessun bambino che aveva ricevuto L. rhamnosus GG ha sviluppato ADHD o Asperger, rispetto a 6 (17%) bambini nel gruppo placebo (p = 0,008). È interessante notare che coloro che avevano sviluppato l’ADHD o gli Asperger hanno mostrato livelli significativamente più bassi di bifidobatteri a sei mesi di età. Tuttavia, all’età di 13 anni, non è stato possibile rilevare differenze microbiche significative. D’altraparte è  noto che i primi mille giorni di vita sono una delle fasi di sviluppo più importanti e offrono quindi una finestra di opportunità per esercitare influenze positive sulla salute successiva. Questo studio può offrire potenziali informazioni sullo sviluppo di alcuni disturbi neuropsichiatrici e, potenzialmente, su come ridurne il rischio.

Un RCT ha incluso 32 bambini (di età compresa tra 4 e 17 anni) con diagnosi di ADHD. Hanno ricevuto 10 miliardi di CFU di L. rhamnosus GG o un placebo al giorno per tre mesi. Coloro che hanno ricevuto il probiotico avevano punteggi di qualità della vita significativamente migliorati rispetto ai valori basali (non significativi nel placebo) dopo il periodo di intervento (Kumperscak et al., 2020). Gli autori hanno ipotizzato che L. rhamnosus GG fosse in grado di supportare l’integrità intestinale attraverso il suo effetto su giunzioni strette, mucina e produzione di IgA. Uno studio sui topi ha scoperto che L. rhamnosus GG era in grado di regolare il comportamento emotivo e il sistema GABAergico centrale attraverso il nervo vago (Bravo et al., 2011), il che potrebbe supportare i risultati visti in Kumperscak et al.

Entrambi gli studi evidenziano un potenziale entusiasmante per L. rhamnosus GG, tuttavia va sottolineato che sono necessari ulteriori studi per accertare l’impatto dei probiotici.

 

 

In virtù di tutte queste funzioni è opportuno assumere entrambi i probiotici nell’integratore MICROBIOTIC, poiché risulta un’integrazione completa. Infatti, l’associazione dei probiotici Rhamnosus LGG e BB06 risulta molto interessante in quanto, notoriamente, il primo colonizza il tratto enterico iniziale mentre il secondo colonizza prevalentemente la parte finale. Così microbiotic, grazie ai due probiotici contenuti, garantisce copertura ed azione combinata su tutto il tratto intestinale.

 

 

 

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